Convenzioni di cassa invito alla consapevolezza finanziaria
Negli ultimi mesi diversi dossier indipendenti e campagne internazionali hanno acceso i riflettori sulla complicità del sistema finanziario europeo nel genocidio in corso a Gaza, documentando il ruolo di banche e assicurazioni nella sottoscrizione dei cosiddetti “war bond” israeliani e nel finanziamento dei grandi produttori di armi.
La campagna “Banche complici”, promossa da BDS Italia e ripresa da L’Indipendente, mette al centro tre giganti del credito: UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL‑BNP Paribas.
Secondo le analisi disponibili, questi gruppi bancari hanno:
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finanziato, tramite prestiti e linee di credito, società impegnate nella produzione e fornitura di armi a Israele;
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sottoscritto e distribuito titoli di Stato israeliani emessi per sostenere lo sforzo bellico successivo al 7 ottobre 2023;
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allocato capitali – propri e dei clienti – in obbligazioni e azioni di imprese che traggono profitto dall’occupazione dei territori palestinesi e dalle operazioni militari in corso.
Queste tre banche sono anche tra gli interlocutori principali delle istituzioni scolastiche italiane per la gestione del servizio di cassa.
Ciò significa che, mentre nelle aule si educano le nuove generazioni alla pace, ai diritti umani e alla legalità, il contributo economico che gli istituti scolastici pagano a queste banche, per la gestione del servizio di cassa, potrebbe transitare proprio attraverso quegli stessi gruppi che i dossier indicano come complici nel genocidio in Palestina.
La scuola, comunità educante e presidio costituzionale, non può considerare neutrale la dimensione etica della finanza.
Per questo rivolgiamo un invito alla consapevolezza e all’azione a tutto il personale scolastico (docenti, ATA, DSGA, dirigenti), agli studenti maggiorenni e alle famiglie:
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Informarsi sulle banche complici
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Consultare i dossier pubblici (BDS Italia, Profundo, Valori, campagne “Banche complici”, “Cambia banca, ferma il genocidio”, “For Gaza”) per verificare il ruolo di UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL‑BNP Paribas nel finanziamento dei war bond e dell’industria bellica israeliana.
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Verificare quali istituti sono coinvolti e quali invece risultano privi di legami con il settore militare, secondo i monitoraggi indipendenti.
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Scrivere alle banche: usare le lettere precompilate
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Utilizzare le lettere‑tipo messe a disposizione da BDS Italia e dalle campagne “Banche complici” e “For Gaza” per inviare, come correntisti privati o come rappresentanti di istituti scolastici, richieste formali a UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL‑BNP Paribas.
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Chiedere in modo chiaro e documentato:
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se la banca sottoscrive titoli di Stato israeliani emessi dopo il 7 ottobre 2023;
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quali rapporti intrattiene con le imprese produttrici di armi utilizzate in Palestina;
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se intende assumere impegni vincolanti di disinvestimento da tutti i titoli e i rapporti che traggono profitto dal genocidio e dall’occupazione.
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Segnalare esplicitamente che la scelta dei clienti – privati e istituzionali – dipenderà dalla capacità degli istituti di garantire politiche di investimento compatibili con i diritti umani e il diritto internazionale.
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Ripensare le convenzioni di cassa delle scuole
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Nei limiti della normativa di contabilità pubblica, valutare in sede di rinnovo delle convenzioni di cassa se esistono alternative bancarie che adottino criteri ESG rigorosi e non risultino coinvolte nel settore militare e nei war bond, aprendo una discussione trasparente in collegio dei docenti e consiglio di istituto.
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Inserire esplicitamente, tra i criteri di scelta degli istituti di cassa, il rispetto dei diritti umani, la non partecipazione al commercio di armi e l’assenza di investimenti in titoli di Stati o imprese impegnati in violazioni gravi del diritto internazionale umanitario.
Non si tratta di una questione tecnica, ma di coerenza tra ciò che la scuola insegna ogni giorno – pace, dignità umana, legalità – e le scelte concrete di gestione delle risorse economiche.
Ogni lettera inviata, ogni scelta consapevole di spostare i risparmi o di rivedere una convenzione di cassa è un passo per smettere di essere complici e per orientare il denaro verso la vita, l’istruzione, la ricerca e la giustizia sociale.


