Registrazione delle lezioni da parte degli alunni BES: cosa può fare la scuola?
Uno studente con disabilità registra le lezioni in classe per riascoltarle a casa e facilitare lo studio. Situazioni di questo tipo sono sempre più frequenti nelle scuole, soprattutto in presenza di BES o disabilità che richiedono strumenti compensativi.
Ma fino a che punto tutto questo è consentito?
Sul tema il Garante Privacy ha chiarito che registrare una conversazione o una lezione a cui si partecipa non è, di per sé, illecito. Il problema nasce soprattutto dall’uso successivo e dall’eventuale diffusione delle registrazioni.
Il punto centrale riguarda però gli studenti con BES o disabilità.
In questi casi la registrazione della lezione può costituire uno strumento compensativo, utile per:
- riascoltare le spiegazioni;
- trascrivere contenuti;
- supportare difficoltà attentive o cognitive;
- favorire lo studio individuale.
Ed è proprio qui che entra in gioco il PEI. La registrazione dovrebbe essere prevista e disciplinata all’interno del Piano Educativo Individualizzato, chiarendone finalità, modalità e limiti.
La scuola non può limitarsi a “guardare”, deve mettere in atto una gestione chiara e condivisa.
Perché il problema non è soltanto tecnologico o privacy, è organizzativo, educativo ed inclusivo.
La registrazione della voce del docente durante la spiegazione è generalmente considerata lecita, poiché il docente svolge un’attività istituzionale rivolta agli studenti presenti. Diverso è però il caso delle conversazioni spontanee tra studenti o di registrazioni estese a momenti non strettamente didattici. Ed è proprio qui che possono emergere criticità:
- registrazioni continue durante tutta la permanenza a scuola;
- captazione di conversazioni tra compagni;
- utilizzo improprio dei file audio;
- diffusione tramite chat o social network.
Per questo motivo la scuola dovrebbe prevedere regole precise:
- il momento della registrazione deve essere noto (spiegazione del docente);
- la registrazione deve riguardare esclusivamente la spiegazione didattica e non deve estendersi alla vita scolastica;
- i genitori devono assumere un impegno formale a non diffondere i contenuti;
- l’utilizzo deve restare strettamente personale e connesso allo studio.
Il punto non è vietare o consentire in modo assoluto. È organizzare correttamente uno strumento che può favorire l’inclusione senza compromettere la privacy e il clima di fiducia all’interno della comunità scolastica.
Registrare una lezione può essere uno strumento compensativo … Registrare compagni e vita scolastica indiscriminatamente è un’altra cosa!
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