Debiti tributari? Dipendenti pubblici senza stipendio né pensione

Le scuole lo fanno da molti anni: prima di effettuare un pagamento ad un operatore economico sono tenute a verificare se l’impresa beneficiaria è adempiente/inadempiente agli obblighi di versamento derivanti dalla notifica di una o più cartelle di pagamento (art.48-bis dPR 602/73).

La legge di Bilancio 2025 equipara i dipendenti statali, comprese le scuole, alle imprese relativamente allo stop ai pagamenti in caso di pendenze che superano una determinata soglia, pur nel rispetto dei minimi impignorabili: dal 2026 stipendi/pensioni bloccati per i dipendenti pubblici con emolumenti oltre 2.500 euro e debiti tributari oltre 5mila euro!!!

Per i dipendenti della PA che hanno ricevuto multe/cartelle di pagamento per debiti pendenti con l’Agenzia delle Entrate o altro Ente pubblico, il superamento dell’importo complessivo di 5mila euro a ruolo comporterà automaticamente il blocco del pagamento dello stipendio, tredicesima, indennità di licenziamento o l’accredito della pensione. La sospensione dei pagamenti scatterà qualora gli emolumenti spettanti siano di importo superiore ai 2.500 euro e comunque sempre nei limiti di legge previsti per la pignorabilità.

Dal 2026, quindi, se la PA accertata l’esistenza di somme a ruolo oltre la soglia prevista per legge, mette in atto il blocco dello stipendio/altri emolumenti, tenendo conto dei limiti di legge su massimi pignorabili e minimi impignorabili

Queste somme serviranno ovviamente a ripagare gradualmente il debito a ruolo fino alla sua completa estinzione: soltanto a quel punto riprenderà il versamento pieno dello stipendio o della pensione.

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