Appalti pubblici: il Consiglio di Stato ribadisce i confini del principio di rotazione
Con la sentenza n. 4897 del 5 giugno 2025, il Consiglio di Stato torna sul delicato tema del principio di rotazione negli affidamenti sottosoglia, riaffermandone la natura vincolante e i limiti delle possibili deroghe. La vicenda trae origine da un affidamento diretto impugnato da un concorrente escluso, che contestava il riaffidamento del servizio al gestore uscente. Dopo l’accoglimento del ricorso da parte del TAR, la controversia è approdata a Palazzo Spada.
Secondo i giudici, il principio di rotazione previsto dall’art. 49 del d.lgs. 36/2023 si applica a tutti gli affidamenti diretti, a prescindere dalla pubblicazione di un avviso o dall’utilizzo di albi operatori. La mera consultazione di elenchi chiusi, infatti, non è sufficiente a qualificare la procedura come “aperta” né a superare il divieto di riaffidamento all’operatore precedente.
Il divieto può essere derogato solo con un’adeguata motivazione, fondata su specifiche contestuali ragioni di comprovata convenienza economica o qualitativa, sulla mancanza di alternative idonee e reali nel mercato o su una programmazione pluriennale degli affidamenti che assicuri comunque la rotazione nel medio periodo.
La nozione di “uscente” deve essere poi intesa in senso sostanziale: anche prestazioni analoghe o connesse, se rientranti nello stesso settore, fanno scattare l’obbligo di rotazione. Per la stesura della decisione di contrarre le stazioni appaltanti devono quindi:
- verificare se l’operatore abbia svolto prestazioni precedenti nel medesimo settore;
- motivare in modo analitico l’eventuale deroga, con puntuale riferimento ai presupposti di legge;
- evitare che la semplice consultazione di albi o manifestazioni di interesse sia utilizzata come strumento elusivo del principio di rotazione.
Nel caso esaminato, l’appalto è stato considerato illegittimo per assenza di una motivazione concreta che giustificasse l’eccezione. La decisione conferma come il principio di rotazione rappresenti un presidio essenziale per garantire equilibrio tra semplificazione e tutela della concorrenza negli appalti pubblici.
Gli Associati possono consultare la Sentenza Consiglio di Stato n. 4897 del 5 giugno 2025.


