Furti di attrezzature scolastiche: un fenomeno ricorrente e sottovalutato
Il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) prima e le linee d’investimento PNRR ora hanno implementato ed arricchito le aule speciali e i laboratori delle istituzioni scolastiche. Il laboratorio è una metodologia per formare persone competenti, tramite situazioni di apprendimento reali in cui l’allievo è chiamato a coinvolgersi attivamente, svolgendo compiti e risolvendo problemi, così da scoprire e padroneggiare i saperi teorici sottostanti.
Sono però in costante aumento i fatti di cronaca deplorevoli che raccontano di furti all’interno degli edifici scolastici, non più limitati alle ore notturne o ai periodi di chiusura, con sottrazione di PC, iMac, smart TV, tablet, LIM, strumenti musicali e dotazioni tecnologiche acquistate con risorse pubbliche, spesso vincolate (PON FESR, PNRR).
In numerosi episodi, il danno economico diretto derivante dalla sottrazione dei beni è stato aggravato da danneggiamenti alle strutture, causati da effrazioni di porte, finestre etc. Il paradosso è evidente: il costo complessivo per la scuola e per l’ente proprietario risulta spesso di gran lunga superiore al valore del bottino, che si rivela esiguo se rapportato alla compromissione degli spazi e alla perdita di funzionalità degli ambienti didattici.
Oltre al danno patrimoniale immediato, tali eventi producono un impatto significativo sulla continuità dell’azione educativa. La sottrazione o il danneggiamento delle attrezzature rallenta progetti già avviati, costringe a riorganizzare la didattica e, in molti casi, comporta tempi di ripristino lunghi, soprattutto quando i beni erano stati acquistati con finanziamenti vincolati e non immediatamente reintegrabili.
Sono, comunque, sempre di più le sentenze o le ordinanze che tendono a confermare il fatto che simili delitti meritano di essere puniti severamente: il furto è tanto più deprecabile e sconcertante se commesso all’interno della scuola, luogo deputato all’educazione e ai valori su cui si fonda la convivenza civile e il rispetto degli altri.
Dal punto di vista giuridico e gestionale, la tutela del patrimonio pubblico rientra tra gli obblighi dell’ente proprietario e della dirigenza scolastica, anche alla luce dei principi di buona amministrazione e corretta gestione delle risorse pubbliche. In questo quadro, una polizza IFE (Incendio, Furto ed Elettronica) adeguatamente strutturata consente di coprire non solo la sottrazione dei beni, ma anche i danni da effrazione e, se previsto, le conseguenze operative dell’evento.
La cronaca dimostra come il rischio predatorio nelle scuole non sia episodico né marginale. Affrontarlo significa integrare prevenzione, organizzazione e protezione assicurativa, per garantire la salvaguardia degli investimenti pubblici e la continuità del servizio scolastico.
Per le scuole il nodo centrale non è però l’attivazione delle coperture assicurative, ma la corretta definizione delle garanzie da richiedere e dei criteri di scelta. Si tratta di valutazioni tecniche che superano le competenze ordinarie dell’istituzione scolastica e che rendono strategico il ricorso a un broker specializzato, capace di documentare la propria esperienza settoriale e i casi concreti su Istituti scolastici analoghi.
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